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Cronistoria

Novembre 1991

Oltre i confini. Oltre le guerre. Sempre dalla parte dell'essere umano.

Una storia di solidarietà, pace e nonviolenza

La storia di Prohumanity è la storia di donne e uomini che hanno scelto di non restare indifferenti.

Nata a Cuneo il 29 novembre 1991, in un periodo di profonde trasformazioni internazionali e di nuove emergenze umanitarie, PROHUMANITY – Volontariato Senza Frontiere ha costruito il proprio percorso attorno a un principio semplice ma esigente: mettere l'essere umano al centro.

Fin dalla sua costituzione, l'associazione ha operato senza fini di lucro, senza appartenenze politiche o confessionali e senza discriminazioni di carattere etnico, culturale o religioso, promuovendo la solidarietà, la cooperazione internazionale, la pace, la fratellanza tra i popoli e la nonviolenza come strumenti concreti di intervento e di cambiamento sociale.

Questa cronistoria raccoglie alcuni dei momenti più significativi di oltre trent'anni di attività. Non rappresenta soltanto una successione di eventi, ma la memoria di un impegno collettivo costruito attraverso missioni umanitarie, campagne di sensibilizzazione, interventi di emergenza, iniziative culturali e migliaia di gesti silenziosi compiuti lontano dai riflettori.

È il racconto di persone che hanno attraversato confini geografici, culturali e talvolta persino le linee del fronte, per incontrare altre persone, nella convinzione che la solidarietà sia uno dei linguaggi più universali dell'umanità.


29 NOVEMBRE 1991

La nascita di Prohumanity

Il 29 novembre 1991 viene costituita a Cuneo, presso lo studio del notaio Massimo Martinelli, l'Associazione Internazionale per l'Umanità "PROHUMANITY – Volontariato Senza Frontiere", con atto repertorio n. 50470/7521, registrato a Fossano il 18 dicembre 1991.

Nasce così una realtà associativa fondata sulla convinzione che ogni essere umano, indipendentemente dalla propria origine, cultura, fede religiosa o appartenenza sociale, debba poter essere destinatario di rispetto, dignità e sostegno.


LE PAGINE DELLA MEMORIA

Questo sito raccoglie e custodisce una parte significativa della storia dell'associazione:

"Archivio Storico" – Centinaia di articoli e testimonianze giornalistiche che documentano attività, missioni e iniziative svolte nel corso degli anni.

"Gallery": – I servizi fotografici nostri o di altri fotografi.

"Riconoscimenti": – Attestati, benemerenze e riconoscimenti ricevuti da enti, istituzioni e organizzazioni internazionali.

"Blog del Presidente": – Riflessioni, racconti, testimonianze, aforismi, poesie e approfondimenti dedicati alla pace, alla nonviolenza, all'arte e alle esperienze maturate nei contesti di crisi umanitaria.

 


22 DICEMBRE 1991

La presentazione ufficiale

Nella suggestiva cornice dello storico Castello Falletti di Barolo (CN), durante una manifestazione musicale di beneficenza, la neonata Prohumanity viene presentata ufficialmente alla cittadinanza, alle istituzioni e agli organi di informazione.

L'associazione nasce dall'impegno di persone che da anni operavano nel volontariato nazionale e internazionale e che condividono la volontà di offrire aiuto concreto a chi vive situazioni di sofferenza, povertà, esclusione sociale o emergenza umanitaria.

Fin dai primi passi emerge il principio che accompagnerà l'associazione nel corso dei decenni:

"Abbattere i muri dell'indifferenza e costruire ponti di solidarietà."

Durante la serata si esibisce il cantautore piemontese Gianmaria Testa, protagonista di un concerto che rimane tra i ricordi più significativi della storia associativa.


1992

Le prime iniziative sociali

Gennaio 1992

Nasce il progetto "Adottare un Anziano", rivolto alle persone anziane sole ospitate presso case di riposo, strutture sanitarie o nelle proprie abitazioni.

Maggio 1992

Viene presentata l'iniziativa "Abbattimento Barriere", finalizzata a promuovere inclusione, accessibilità e sostegno alle persone con disabilità.

Giugno 1992

Con il progressivo aggravarsi della guerra nell'ex Jugoslavia, il Consiglio Direttivo avvia il progetto "Pro-Jugoslavia", destinato alle popolazioni civili coinvolte nel conflitto.

L'emergenza umanitaria che si sviluppa nei Balcani porta l'associazione a concentrare gran parte delle proprie energie, risorse e attività di volontariato a favore delle vittime della guerra.


1992 – 1995

I convogli umanitari nei Balcani

Nel novembre 1992 parte il primo convoglio umanitario diretto in Bosnia-Erzegovina.

I volontari della Prohumanity raggiungono le aree maggiormente colpite dal conflitto trasportando viveri, medicinali, materiale sanitario e beni di prima necessità.

Negli anni successivi seguiranno numerose missioni umanitarie.

Fin dall'inizio l'associazione adotta un principio rigoroso e irrinunciabile: gli aiuti devono essere destinati esclusivamente alle popolazioni civili in stato di necessità, senza alcuna distinzione etnica, religiosa, politica o territoriale.

Questa scelta accompagnerà tutte le attività dell'associazione durante gli anni delle guerre balcaniche.


1993

La voce della pace

Il ricordo di Fabio Moreni

Il 29 maggio 1993 perde la vita in Bosnia il volontario italiano Fabio Moreni, impegnato nel trasporto di aiuti umanitari destinati alle popolazioni colpite dalla guerra.

Moreni aveva collaborato anche con la Prohumanity, contribuendo con generosità e coraggio al trasporto di beni di prima necessità, farmaci e attrezzature sanitarie.

L'associazione parteciperà ufficialmente alle esequie, conservandone ancora oggi il ricordo come esempio di straordinaria dedizione umanitaria.

Gli anni del conflitto furono caratterizzati da grandi difficoltà operative. Numerosi nostri convogli umanitari vennero fermati, controllati o ostacolati lungo i percorsi. In alcune circostanze i volontari si trovarono ad operare in condizioni di grave rischio personale.

Nonostante ciò, la volontà di portare soccorso alle popolazioni civili non venne mai meno.

"Il desiderio di fare del bene diventa coraggio."

Agosto 1993

Una delegazione guidata dal Presidente Aurelio Blengino partecipa a una manifestazione presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, promuovendo un maggiore impegno della comunità internazionale a favore del dialogo e della pace nei Balcani.

Settembre 1993

L'associazione contribuisce all'accoglienza in Italia di profughi provenienti dalle zone di guerra.

Numerosi volontari mettono a disposizione le proprie abitazioni per ospitare famiglie sfollate, offrendo sostegno materiale e umano durante il difficile percorso di integrazione. Un esempio importante è stata la nostra associata Aglaia di Murazzano, che negli anni ha ospitato decine di profughi.


1994

Solidarietà senza confini

Febbraio 1994

Prohumanity promuove incontri pubblici, conferenze e dibattiti nelle università, nelle associazioni culturali, nei teatri, nelle parrocchie e nei luoghi di aggregazione sociale per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze umane dei conflitti armati.

Agosto 1994

L'associazione avvia iniziative di sostegno alle popolazioni colpite dalla tragedia del Ruanda, mantenendo parallelamente gli interventi umanitari nei Balcani.

Novembre 1994

In occasione della grave alluvione che colpisce il Piemonte, i volontari intervengono a sostegno delle comunità locali distribuendo beni di prima necessità nelle aree maggiormente danneggiate, in particolare nelle province di Cuneo e Alessandria.


1995

Memoria, informazione e testimonianza

Nel corso del 1995 Prohumanity intensifica il proprio sostegno ai profughi e alle vittime della guerra presenti in Italia.

Il Presidente Aurelio Blengino partecipa a trasmissioni televisive e rilascia interviste a testate italiane e internazionali con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulle conseguenze umane dei conflitti.

Luglio 1995

In seguito al massacro di Srebrenica, riconosciuto dalla giustizia internazionale come genocidio, l'associazione promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione per contribuire alla memoria delle vittime e alla diffusione di una cultura della pace e della prevenzione dei conflitti.

Ottobre 1995

Si reca presso la sede dell'associazione il Sindaco eroe di Sarajevo durante gli anni dell'assedio nonché Console bosniaco: Muhamed Kreševljaković.

Nel corso della visita viene conferito alla Prohumanity un importante riconoscimento per l'attività svolta dai volontari durante tutto il conflitto bosniaco.

La giornata è caratterizzata da incontri istituzionali, conferenze e momenti di confronto dedicati ai processi di pace e alla ricostruzione post-bellica.


APRILE 1996

La missione a Sarajevo

Una delegazione Prohumanity, guidata dal Presidente Aurelio Blengino e composta da volontari, imprenditori e professionisti si reca a Sarajevo per una serie di incontri dedicati alla ricostruzione, ai diritti civili e alla ripresa economica del Paese.

La delegazione viene ricevuta da rappresentanti istituzionali e da Ministri del Parlamento bosniaco (vedere articoli della stampa nell'Archivio Storico).

L'iniziativa riceve attenzione da parte della stampa e dei media internazionali e rappresenta un importante momento di dialogo e cooperazione nel delicato periodo successivo agli accordi di pace.


AGOSTO 1997

Contro la pena di morte

Prohumanity promuove una campagna internazionale di sensibilizzazione contro la pena capitale.

L'iniziativa nasce dalla convinzione che la tutela della dignità umana debba essere perseguita attraverso la giustizia, il diritto e la nonviolenza.

Lo slogan della campagna sintetizza la posizione umanitaria dell'associazione:

"La pena di morte non redime, non risana, non insegna. La morte non è una scelta che spetti all'uomo."


1998 – 2000

Il sostegno al Kosovo

Con l'aggravarsi della crisi del Kosovo, l'associazione organizza nuovi convogli umanitari destinati alle popolazioni civili colpite dal conflitto.

In questi anni Prohumanity collabora con lo scrittore e giornalista kosovaro Ardian Koshi, contribuendo alla diffusione di testimonianze dirette sulle conseguenze umane della guerra.

Attraverso incontri pubblici, conferenze e attività di sensibilizzazione, l'associazione continua a promuovere i valori della pace, del dialogo e della solidarietà internazionale.


UNA STORIA CHE CONTINUA

Le pagine che precedono raccontano soltanto una parte del cammino compiuto da Prohumanity.

Nel corso degli anni l'associazione ha promosso missioni umanitarie, convogli di aiuti, iniziative culturali, festival internazionali per la pace, concerti, campagne, eventi di vario genere, progetti di solidarietà sociale e attività di sensibilizzazione rivolte alle nuove generazioni.

Molti altri documenti, testimonianze, fotografie, filmati e racconti saranno progressivamente integrati nell'Archivio Storico affinché la memoria di questo lungo percorso rimanga accessibile e condivisa.

Conservare la memoria significa custodire l'esperienza di chi ha operato nei luoghi della sofferenza, ma anche trasmettere alle generazioni future il valore della responsabilità, della fraternità e dell'impegno civile.

Perché la pace non è soltanto l'assenza della guerra.

È una scelta quotidiana.

È la volontà di riconoscere nell'altro un essere umano.

È il coraggio di costruire ponti dove altri innalzano muri.

È il motivo per cui Prohumanity continua il proprio cammino, fedele alla propria missione originaria: servire l'umanità, senza confini.

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